Chondrilla juncea L.
Contenuto
Titolo
Chondrilla juncea L.
Descrizione
Cultura, conoscenza, gusto, affetto, ricordo, memoria, terra. Raccontare le erbe è anche questo.
Oggi conosciamo la Chondrilla juncea L.
Pianta che spesso viene confusa col tarassaco o altre Cichorioideae.
Vi ho preparato due video per imparare a distinguerla:
https://youtu.be/47yI-CjzPOA?si=QlGn8eDUDLstABBO
https://youtu.be/AnTgNdRhLF4?si=vb6XBMxHeLmDQ2L0
Si trova in tutta Italia ma è conosciuta e usata soprattutto dalla Toscana in giù.
In Toscana viene mangiata soprattutto cruda in insalata dove viene considerata una prelibatezza.
Nella Tuscia è fondamentale nella misticanza, soprattutto nel "mischietto caninese" che è la misticanza tipica di Canino in provincia di Viterbo. Ancora, a Viterbo e nel Lazio viene raccolta quando emette lo stelo fiorale chiamato “picio della lazzea”, e condita con una salsa a base di un pesto di acciughe, olio e aglio.
A Matélica in provincia di Macerata nelle Marche viene fatta un'insalata con Chondrilla juncea L. e raperonzoli.
In Basilicata, lo stelo fiorale prima che sviluppi l'infiorescenza, viene usato come fossero asparagi per fare le frittate, oppure lessato e condito con olio e limone.
In Puglia invece le foglie vengono brevemente lessate, strizzate e ripassate in padella o utilizzate nelle minestre.
I pastori della Murgia di Santeramo lessano invece le radici e le fanno al forno con le patate (fonte biodiverso).
Angelo Passalacqua del blog
https://amicidellortodue.blogspot.com/?m=1 consiglia di fare gli spaghetti aglio (selvatico e fresco), olio (extravergine di oliva) e cimette di Chondrilla juncea L.
Chiamata con tantissimi nomi popolari i più conosciuti sono "mastrici" nelle Marche oppure ginestrella, cassella in Abruzzo, ginestrella o lattaiola in Toscana, in Puglia "lattuchiello" a Barletta, “rattarole” a Noci e a Putignano, “lattalori” a Maruggio, “calazziti” a Galatone, “carazitule” a Nardò; lattaredda, mammacicca o limporra in Sardegna.
Voi la conoscete e usate? Fatemelo sapere nei commenti.
© Copyright Associazione capra&cavoli condividi non copiare. Grazie
Oggi conosciamo la Chondrilla juncea L.
Pianta che spesso viene confusa col tarassaco o altre Cichorioideae.
Vi ho preparato due video per imparare a distinguerla:
https://youtu.be/47yI-CjzPOA?si=QlGn8eDUDLstABBO
https://youtu.be/AnTgNdRhLF4?si=vb6XBMxHeLmDQ2L0
Si trova in tutta Italia ma è conosciuta e usata soprattutto dalla Toscana in giù.
In Toscana viene mangiata soprattutto cruda in insalata dove viene considerata una prelibatezza.
Nella Tuscia è fondamentale nella misticanza, soprattutto nel "mischietto caninese" che è la misticanza tipica di Canino in provincia di Viterbo. Ancora, a Viterbo e nel Lazio viene raccolta quando emette lo stelo fiorale chiamato “picio della lazzea”, e condita con una salsa a base di un pesto di acciughe, olio e aglio.
A Matélica in provincia di Macerata nelle Marche viene fatta un'insalata con Chondrilla juncea L. e raperonzoli.
In Basilicata, lo stelo fiorale prima che sviluppi l'infiorescenza, viene usato come fossero asparagi per fare le frittate, oppure lessato e condito con olio e limone.
In Puglia invece le foglie vengono brevemente lessate, strizzate e ripassate in padella o utilizzate nelle minestre.
I pastori della Murgia di Santeramo lessano invece le radici e le fanno al forno con le patate (fonte biodiverso).
Angelo Passalacqua del blog
https://amicidellortodue.blogspot.com/?m=1 consiglia di fare gli spaghetti aglio (selvatico e fresco), olio (extravergine di oliva) e cimette di Chondrilla juncea L.
Chiamata con tantissimi nomi popolari i più conosciuti sono "mastrici" nelle Marche oppure ginestrella, cassella in Abruzzo, ginestrella o lattaiola in Toscana, in Puglia "lattuchiello" a Barletta, “rattarole” a Noci e a Putignano, “lattalori” a Maruggio, “calazziti” a Galatone, “carazitule” a Nardò; lattaredda, mammacicca o limporra in Sardegna.
Voi la conoscete e usate? Fatemelo sapere nei commenti.
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